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Tutte le volte che Bitcoin è stato dichiarato morto

 

Ogni volta che una nuova tecnologia viene inventata, una parte considerevole della popolazione rimane dubbiosa e scettica riguardo ad un sua possibile applicazione nel futuro.

Questo perché spesso le invenzioni davvero di valore hanno le potenzialità e l’innovazione di cambiare il mondo intero, non soltanto una specifica area: ciò ci costringe a rinnovare la nostra concezione di vita e società facendo uno sforzo – alcune volte non indifferente – per riuscire ad adattarci e stare al passo con ogni cambiamento.

Ecco perché, probabilmente, le grandi innovazioni tecnologiche vengono spesso inconsciamente rifiutate o ritenute impossibili.

Infondo è sempre stato così. Qualche esempio?

  • Ken Olson, il fondatore della Digital Equipment Corp (DEC), avrebbe affermato nel 1977: “Non c’è motivo per cui qualcuno vorrebbe un computer a casa propria”.
  • Il maresciallo Ferdinand Foch, professore di strategia affermò nel 1904 che “gli aeroplani sono giocattoli interessanti ma senza valore militare”
  • Una commissione parlamentare britannica fece i seguenti commenti alla fine dell’800 sulla lampadina: “abbastanza buona per i nostri amici transatlantici [americani] ma indegna dell’attenzione di uomini pratici o scientifici”.

Non è strano, quindi, assistere a discussioni in cui viene affermata l’inutilità o la pericolosità di Bitcoin e del settore crypto: non è soltanto una questione di ignoranza ma anche di resistenza al cambiamento.

 

Bitcoin è morto

Ad Ottobre 2011 bitcoin vive il primo grande crollo della sua storia: a Giugno il controvalore era arrivato a quasi 30 dollari e 4 mesi più tardi scende fino a 2.30 dollari perdendo il 92% del proprio valore.

Risultato? Cominciano ad essere pubblicati articoli in cui si proclama la fine di Bitcoin, alcuni con tono compiaciuto altri per dovere di cronaca. Fatto sta che Bitcoin è morto..almeno così si diceva.

Ad oggi, nel 2002, siamo arrivati a 461 “annunci di morte” ufficiali ed è un numero che salirà sempre di più nel tempo.

Sembra incredibile per un asset che soltanto 7 anni fa valeva circa 400 dollari.

Eppure, da un certo punto di vista, è normale: il mercato crypto è fatto di bull e bear market molto forti che accompagnano momenti di grande euforia e successivamente di depressione e scoraggiamento.

Indovinate in quale fase Bitcoin viene dichiarato morto? Ovviamente durante i bear market, dove la fiducia è sempre ai minimi e tante persone escono dal settore.

Grazie allo strumento di 99bitcoins, possiamo vedere un grafico in cui sono raccolte e registrate tutte le pubblicazioni che riguardavano la fine di Bitcoin.

99bitcoin.com/bitcoin-obituaries/

Dal grafico, che prende in esame l’ultimo anno, si vede chiaramente come durante i crolli del prezzo ci sia una grande quantità di annunci e pubblicazioni.

Non solo non c’è da spaventarsi, ma questo può essere anche un bene: questi periodi sono delle grandissime opportunità di acquisto in quanto i prezzi sono più bassi, le truffe diminuiscono ed in generale c’è molta tranquillità nel mercato.

Ciò che conta davvero è fare zoom out: vedere le cose dalla giusta prospettiva ci permette di dare il giusto valore a ciò che sta accadendo.

Per cui la prossima volta che leggerete della morte di Bitcoin non disperatevi: non c’è niente di più normale.

 

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