Quanti bear market ha dovuto affrontare bitcoin?

Come probabilmente molti di voi già sanno, il mercato è fatto di rialzi e ribassi, soprattutto nel mondo crypto: è facile vedere crescite impressionanti durante i periodi positivi come è altrettanto facile vedere crolli che spazzano via interi progetti.

Un ciclo di mercato è quindi composto dal bull market, cioè il momento positivo e il bear market, quello in cui i prezzi scendono e l’euforia si abbassa.

Ma come si definisce nel tempo la fine di un ciclo e l’inizio di un altro?

Ci sono diversi modelli, ma uno dei più interessanti e che sembra funzionare meglio è il “Realized Price”.

Fonte: Grayscale

L’indicatore in grigio, il realized price, è proprio quello che viene utilizzato per sancire l’inizio e la fine dei diversi cicli. Quando il Price scende sotto il Realized Price vuol dire che il bear market è iniziato, mentre quando torna su allora siamo in una fase rialzista di bull market.

Attualmente ci troviamo al di sotto dal 13 Giugno e quindi, secondo questo modello, quella è la data ufficiale di inizio del bear market. 

Ovviamente è bene specificare che non esiste un parametro oggettivo ma piuttosto diverse teorie e indicatori utili.

Vediamo quindi i cicli con i relativi bear market che ha dovuto affrontare bitcoin nel corso degli anni.

1° Ciclo 2012-2015

L’ecosistema come lo conosciamo oggi ancora non esisteva: stavano nascendo i primi exchange e wallet che permettevano l’acquisto di bitcoin. Tutto era però in una fase sperimentale e poco chiara: in questi anni le minacce e gli attacchi, come vedremo in seguito, erano molto numerosi.

Il bear market è cominciato nel 2014 e terminato a Luglio 2015 con il lancio di Ethereum.

Tra le cause principali troviamo:

  • Chiusura di Silk Road: marketplace definito “l’Amazon delle droghe”  che ha avuto una discreta popolarità in quanto associato a prodotti di contrabbando. Venne definitivamente chiuso dall’FBI il 6 Novembre 2014 e Ross Ulbricht, il fondatore, condannato all’ergastolo.
  • Hack di Mt.Gox: exchange nato nel 2011, acquistò grande popolarità negli anni successivi in quanto era il principale exchange in cui acquistare bitcoin. Nel 2014 ha sospeso le transazioni e dichiarato bancarotta con 850.000 bitcoin non più reperebili e probabilmente rubati: delle prove presentate nel 2015 confermerebbero questa toeria.
  • Ban della Cina: le prime volte che la Cina prese misure contro le crypto fu proprio in quel periodo: a Dicembre 2013 viene vietato alle istituzioni finanziarie di gestire transazioni in btc, mentre nel Marzo 2014 il governo Cinese sembrava voler penalizzare tutte le banche che scambiavano bitcoin. Come oggi sappiamo, questi furono i primi di una lunga lista. 

2° Ciclo 2016-2019

Questo viene ricordato come il grande ciclo delle ICO e quindi la possibilità di raccogliere capitale in modo decentralizzato tramite i token.

La causa principale dell’inizio del bear market è stato il crollo di ethereum: le ICO, raccogliendo capitali in eth, hanno spinto il prezzo molto in alto creando una bolla: una volta scesa la popolarità delle ICO anche ether è crollato di conseguenza perdendo più del 90%.

Sono inoltre arrivate delle regolamentazioni che hanno di fatto bloccato le ICO. La capitalizzazione totale del mercato è scesa da 700 a 100 miliardi di dollari.

Bisogna considerare che durante questo bear market sono stati creati protocolli come Uniswap, AAve, Chainlink, Makerdao che sono poi diventati i pilastri della DeFi.

3° Ciclo 2020 – Oggi

Il grande ciclo che stiamo ancora vivendo è cominciato con la possibilità per gli istituzionali di entrare in questo settore portando nuovi e importanti capitali.

Ciò poteva essere fatto tramite exchange ma c’era il timore di utilizzare questi sistemi: dal 2020 invece, con l’arrivo degli ETF e altri strumenti, gli istituzionali hanno fatto il loro ingresso e oggi possiamo considerare il settore delle crypto non più in mano ai retail, quantomeno non totalmente.

Tra le cause del bear market, cominciato ad inizio 2022, troviamo la mancanza di trasparenza nella CeFi e Hedge Found: all’interno erano nascoste molte leve che nei primi ribassi ma soprattutto con il grande crollo di Luna hanno innescato una reazione a catena causando molte insolvenze.

I più importanti procolli DeFi non hanno subito interruzioni in quanto la loro struttura era programmata correttamente, segno che la tecnologia sana e funzionante c’è e viene utilizzata.

Possiamo infine vedere una tabella riepilogativa dei bear market nei diversi cicli visti in precedenza. Come già detto, il modello seguito è quello del Realized Price. Nella tabella vengono mostrati i giorni in cui il prezzo di bitcoin è stato sotto il realized price, il prezzo medio durante quel bear market e il ritorno che c’è stato nella successiva fase rialzista.

Fonte: Grayscale

Conclusione

Abbiamo visto come nella sua – seppur breve- storia bitcoin ha affrontato diversi momenti e cicli ribassisti. Tutto ciò è normale in quanto è la natura del mercato.

Tuttavia, durante queste fasi, spesso associate ad un sentiment negativo e di grande sfiducia, molti investitori perdono interesse o mettono in dubbio il valore di questo settore. Questo è solitamente il comportamento che fa perdere grandi opportunità, in quanto il bear market è il momento ideale per studiare e portare avanti una strategia di accumulo, al contrario delle fasi di grande euforia.

Inoltre, come detto in precedenza, è proprio nelle fasi ribassiste che vengono alla luce i migliori progetti e protocolli destinati a durare negli anni e, chissà, a cambiare il mondo così come lo conosciamo oggi.

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