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La crescita del consumo energetico legata al mining e (soprattutto) all’IA

Le “dinamiche energetiche” stanno per subire notevoli trasformazioni nel mining di criptovalute e nell’ambito dell’intelligenza artificiale (IA) nei prossimi anni, questo secondo l’Agenzia intergovernativa internazionale per l’energia (AIE).

Nonostante una diminuzione dalla crescita dei consumi del 2,4% nel 2022 al 2,2% nel 2023, ci si aspetta un notevole aumento al 3,4% entro il 2026, con un ruolo cruciale svolto da Cina e India in questa accelerazione.

Contemporaneamente, il consumo energetico legato ai data center, all’IA e alle criptovalute potrebbe più che raddoppiare, superando la soglia di 1.000 terawattora (TWh) nel medesimo periodo, di cui un terzo sarà localizzato negli Stati Uniti.

L’IA si prevede sarà il principale motore di questo cambiamento, con il consumo energetico dell’IA destinato a decuplicarsi tra il 2023 e il 2026. Un esempio tangibile è rappresentato da ChatGPT, stimato a consumare quasi 10 TWh annui durante questo arco temporale. Ciascuna richiesta di ChatGPT implica un consumo energetico quasi 10 volte superiore a una normale ricerca su Google. (!)

Sembra quindi che la sfida energetica imminente, connessa al mining di criptovalute e alla crescita dell’intelligenza artificiale, si preannuncia di grande rilevanza nei prossimi anni. Oltre alle implicazioni tecnologiche e ambientali, questa problematica si sta trasformando rapidamente in una questione di opinione pubblica.

La necessità di bilanciare l’innovazione con la sostenibilità energetica diventerà un tema centrale nelle discussioni globali, richiedendo un approccio ponderato per mitigare gli impatti negativi e costruire una consapevolezza pubblica in merito all’uso responsabile dell’energia nelle tecnologie emergenti.

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