Il presidente del Paraguay frena il mining nel paese per problemi all’energia elettrica

I legislatori paraguaiani hanno proposto un disegno di legge che mira a vietare temporaneamente le attività di mining di criptovalute e quelle correlate nel paese sudamericano. Questa mossa è stata motivata dai crescenti casi di interruzioni dell’erogazione di energia elettrica nella regione, stimati intorno a 50 da febbraio, attribuiti ai cripto miner illegali che si collegano clandestinamente alla rete elettrica.

Secondo il progetto di legge, il divieto proposto dovrebbe rimanere in vigore per un periodo di 180 giorni o fino a quando non verrà promulgata una legge definitiva. L’obiettivo principale è garantire che l’Amministrazione Nazionale dell’Elettricità (ANDE), l’operatore della rete elettrica del Paraguay, possa fornire energia sufficiente ai miner di criptovalute senza compromettere il servizio per gli altri utenti del sistema elettrico del paese.

Questa iniziativa legislativa segna un’ulteriore tappa nel dibattito sulle criptovalute e il mining nel Paraguay. Nel 2022, il paese era vicino ad approvare una legislazione fiscale e legale per il settore delle criptovalute e del mining.

La decisione del presidente

Tuttavia, il presidente Mario Abdo Benítez ha posto il veto al progetto di legge, temendo che il consumo elevato di energia da parte delle attività di mining potesse ostacolare l’espansione di un sistema energetico sostenibile.

Il quadro normativo riguardante le criptovalute e il mining continua dunque a essere oggetto di dibattito e revisione nel Paese. Questa proposta di legge rappresenta un tentativo delle autorità paraguaiane di affrontare le preoccupazioni legate alla sicurezza e alla stabilità della fornitura di energia elettrica, senza trascurare il crescente interesse per le criptovalute nel contesto economico globale.

Conclusione

Quando un paese decide di combattere il mining di criptovalute, come nel caso del Paraguay con il recente disegno di legge proposto, ciò potrebbe avere conseguenze impreviste.

In particolare, potrebbe verificarsi una decentralizzazione del mining di Bitcoin. Poiché i miner cercano ambienti più favorevoli, si spostano in altre giurisdizioni dove le restrizioni sono meno severe o inesistenti.

Questa migrazione dei miner contribuisce a rendere il mining di Bitcoin più decentralizzato e resiliente. Con i miner distribuiti in varie parti del mondo, diventa più difficile per qualsiasi governo o entità centralizzata influenzare in modo significativo l’intera rete Bitcoin.

Inoltre, una maggiore decentralizzazione può portare a una maggiore sicurezza e resistenza del network, riducendo il rischio di attacchi e manipolazioni centralizzate.

Quindi, sebbene i tentativi di regolamentare o vietare il mining possano inizialmente sembrare un ostacolo per lo sviluppo delle criptovalute, alla lunga potrebbero contribuire a rendere Bitcoin e altre blockchain più robuste e resilienti, portando beneficio all’intera comunità crittografica.

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