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Crisi bancaria 2023: cosa sta succedendo?

Come abbiamo visto negli ultimi mesi le banche americane (e non solo) stanno attraversando un momento di grande fragilità a causa del declino del controvalore degli asset detenuti, il quale ha incrementato la possibilità di bank run nei fondi non assicurati.

Inoltre, se la Federal Deposit Insurance Corporation – società del governo USA che si occupa di gestire i fondi del bilancio – dovesse incorrere in diverse procedure di salvataggio, allora anche i fondi a copertura potrebbero non essere sufficienti per garantire il 100% dei depositi.

È chiaro che stiamo parlando di una situazione potenzialmente drammatica, considerando l’effetto a catena che potrebbe scatenarsi.

Perché tutto questo deve interessare noi crypto-investitori? Semplicemente il mondo della finanza tradizionali è fortemente legato anche al mercato crypto: non dimentichiamo che Bitcoin è nato (anche) per essere un’alternativa in situazione come queste, dove un potere centralizzato non sembra essere l’opzione migliore.

Vediamo ora da vicino i 3 principali fallimenti bancari di questi ultimi mesi.

Silicon Valley Bank

Mercoledì 8 marzo 2023 la Silicon Valley Bank ha annunciato di aver perso quasi 2 miliardi di dollari e di essere costretta a vendere alcune attività per soddisfare la domanda di prelievi. Questo annuncio ha provocato una reazione a catena nel settore tecnologico, con molte start-up che hanno deciso con una certa preoccupazione di ritirare i propri soldi dalla banca.

Il venerdì successivo, la Federal Deposit Insurance Corporation (FDIC) ha annunciato che avrebbe preso il controllo della banca, segnando così il più grande fallimento bancario dalla crisi finanziaria del 2008.

Secondo il Dipartimento per la protezione e l’innovazione finanziaria della California, la Silicon Valley Bank era in “solide condizioni finanziarie prima del 9 marzo”. È diventata insolvente dopo che gli investitori e i depositanti hanno provocato una corsa ai depositi, come spiegato nell’ordinanza.

Le conseguenze su Circle

Circle conservava una parte delle sue riserve di denaro presso la Silicon Valley Bank. Dopo le preoccupazioni per l’esposizione di Circle, la società ha dichiarato che 3,3 miliardi dei suoi 40 miliardi di riserve sono rimasti nella banca.

Il crollo della Silicon Valley Bank ha fatto crollare il prezzo della stablecoin USDC al di sotto di 1 dollaro durante le contrattazioni di venerdì e sabato 10 e 11 marzo 2023. L’exchange di criptovalute Coinbase e Binance hanno interrotto le conversioni tra USDC e dollari statunitensi, citando la volatilità del mercato.

Signature Bank

La Signature Bank è stata messa in amministrazione controllata in seguito al suo fallimento avvenuto il 12 Marzo 2023, il terzo più grande nella storia degli Stati Uniti, poco dopo quello della Silicon Valley Bank.

Le autorità di regolamentazione, tra cui il Dipartimento del Tesoro, la Federal Reserve e la Federal Insurance Deposit Corp, hanno dichiarato che tutti i depositanti dell’istituto saranno risarciti e che nessuna perdita sarà sostenuta dal contribuente. Secondo una fonte anonima, la decisione di mettere la banca in amministrazione controllata è stata una sorpresa per i suoi dirigenti, che l’hanno scoperta poco prima dell’annuncio pubblico.

Non sappiamo se questo corrisponda alla realtà, ma sarebbe un ulteriore prova di come in questo periodo storico anche fallimenti impensabili possano accadere molto velocemente.

La Signature Bank era finita sotto i riflettori dopo il crollo dell’exchange di criptovalute FTX alla fine dello scorso anno, in quanto aveva conti presso la banca. Tuttavia, la società ha dichiarato che questi rappresentavano meno dello 0,1% dei suoi depositi complessivi. A dicembre, dopo il fallimento di FTX, la Signature Bank ha pianificato di eliminare fino a 10 miliardi di dollari di depositi dai clienti di asset digitali, portando i depositi legati alle criptovalute a circa il 15-20% del totale.

Inoltre, la banca aveva dichiarato di voler limitare la quota di depositi provenienti da ogni singolo cliente di asset digitali.

First Republic Bank

La First Republic Bank è stata chiusa alla fine di Aprile dalle autorità di regolamentazione, diventando il secondo più grande fallimento bancario della storia statunitense. Il fallimento della banca non è stato accolto con stupore, dato che il titolo era già in caduta libera di oltre il 97% rispetto all’anno precedente.

La sua capitalizzazione di mercato, che solo qualche mese fa era di oltre 20 miliardi di dollari, era scesa a 652 milioni di dollari. In un accordo mediato dalla FDIC, JP Morgan ha accettato di pagare alla FDIC 10,6 miliardi di dollari per tutti i depositi, le filiali e la maggior parte delle attività della First Republic Bank.

Un pericoloso precedente

Jp Morgan ha acquistato la banca a seguito di un’asta organizzata dalla Federal Deposit Insurance Corporation ottenendo in questo modo numerosi vantaggi, tra cui una copertura dell’80% delle perdite sui prestiti commerciali per cinque anni e sui prestiti residenziali per sette anni.

Tutto ciò può essere molto pericoloso per il futuro in quanto il messaggio che passa è che è possibile acquisire una banca in crisi (con tanto di garanzia sui prestiti) semplicemente attendendo il suo fallimento.

Citizens Bank

Il 3 Novembre, nel silenzio generale, la Citizens Bank, con sede a Sac City, Iowa, è stata chiusa per instabilità finanziaria, segnando il quinto fallimento di una banca statunitense nel 2023.

Il valore delle attività è di 66 milioni di dollari, mentre i depositi ammontano a 59 milioni di dollari. Le filiali della Citizens Bank riapriranno lunedì con un nuovo istituto.

Come vediamo dall’immagine sotto (del 6 Novembre), nonostante non se ne parli la situazione non è affatto tranquilla: la FED sembra aver arrestato il rialzo dei tassi, ma la situazione rimane molto tesa e per questo non dobbiamo sorprenderci se altre banche dovranno dichiarare fallimento, soprattutto oltreoceano.

Conclusione

Abbiamo visto che gli ultimi mesi sono stati molto movimentati nel settore bancario: ciò è dovuto a diversi motivi tra cui le scelte della FED di alzare i tassi di interesse per controllare l’inflazione.

Non sapremo cosa accadrà nei prossimi mesi (un nuovo 2008?), ma sta crescendo la consapevolezza riguardo la necessità di un “piano B”, ovvero una soluzione alternativa all’attuale sistema che sembra sempre più debole.

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